Endometriosi, dolore pelvico cronico e dismenorrea: quali strategie nutrizionali

Lunedì 13 Ottobre 2014 10:48
Un nuovo appuntamento con la dottoressa Caterina Capperucci Dieta-frutta650Uno dei primi aspetti nutrizionali da correggere è l’utilizzo del giusto apporto di grassi Omega6/Omega 3; il rapporto ideale sarebbe di 4:1 o 2:1, ma è difficile da raggiungere per svariati motivi: l’industria alimentare impiega soprattutto grassi vegetali alterati nel loro valore biologico, la carne degli animali allevati in modo intensivo è pressoché priva di acidi grassi Omega 3 e il consumo di pesce grasso di buona qualità è raro. Di conseguenza il rapporto che normalmente raggiungiamo varia da 8:1 a 12:1.

Consiglio: aumentate il consumo di pesce come acciughe, anguille, aringhe, salmone, sardine, sgombro, carne di animali allevati al pascolo, selvaggina, frutta a guscio, olio extravergine di oliva a crudo mescolato con olio di semi di lino

Ridurre il più possibile l’introduzione di xenoestrogeni (sostanze che mimano l’azione degli estrogeni presenti nell’ambiente e negli alimenti; ad esse si attribuisce l’aumento esponenziale, negli ultimi decenni, di tumori ormono-correlati che colpiscono la mammella, l’utero, la prostata e i testicoli)

sienaperlafamiglialogo300Ecco l’elenco di alcuni xenoestrogeni e delle possibili fonti alimentari: DDT (il percorso del DDT parte dagli Stati Uniti che lo inviano nei paesi del terzo mondo i quali lo usano nelle coltivazioni vegetali la cui produzione agricola viene poi inviata nei supermercati dei paesi occidentali), Nonylphenolo (detersivi industriali, insetticidi, e prodotti di cura personali), Bisphenolo (bottiglie di plastica e cibi inscatolati), carne di manzo, pollo e maiale (gli xenoestrogeni vengono usati normalmente per ingrassare gli animali e farli crescere rapidamente, oltre che per determinare in loro una ritenzione idrica ed aumentarne il peso), Paraben Metile (in lozioni e gel cosmetici) che, quando somministrato oralmente, è inattivo, per via sottocutanea, invece, produce una risposta estrogenica e positiva sui tessuti dell’utero, Atrazina (diserbante)

Consiglio: consumare prodotti certificati Bio, a Km zero, ed evitare il consumo di carni di allevamento




Attenzione alla presenza di diossina in alimenti quali uova, latte e derivati e carni di allevamento. Le diossine si possono trovare nell’atmosfera, nell’acqua o nel suolo e l’assorbimento principale avviene attraverso gli alimenti contaminati, ma la dose di diossina assorbita individualmente varia molto a seconda del tipo di alimentazione seguito. Per esempio, una dieta monotona, incentrata su un solo tipo di cibo proveniente da zone molto inquinate, comporterà un esposizione maggiore rispetto ad una dieta ricca di cibi di origine vegetale e in generale molto varia.

Consiglio: cercare di variare il più possibile la propria alimentazione, cercando di limitare l’uso di prodotti animali e privilegiare il consumo di verdura e ortaggi, cereali (ottimi nella loro versione integrale), andando ad aumentare il consumo di quelli senza glutine, legumi e frutta. Diminuire il consumo di zuccheri raffinati e caffeina.

Una possibile integrazione: magnesio, zinco e acido folico.

Articolo a cura della dottoressa Caterina Capperucci
Dal portale Siena per la famiglia
http://www.sienafree.it/blog/352-blog/66201-endometriosi-dolore-pelvico-cronico-e-dismenorrea-quali-strategie-nutrizionali