ENDOMETRIOSI E CONSEGUENZE PSICOLOGICHE




Dalle nostre testimonianze emerge che le donne affette da endometriosi hanno sopportato sofferenze,difficoltà,paure e soprattutto dolori per diversi anni prima di ottenere una diagnosi chiara e reale.
Spesso queste donne hanno vissuto il loro dolore come una colpa o una punizione,soprattutto se teniamo conto che i loro sintomi sono stati minimizzati o ignorati da amici,parenti e soprattutto medici.
Tutte noi almeno una volta ci siamo sentite dire che i nostri mali erano di natura psicologica perchè non riuscivamo ad accettarci come donne che "devono soffrire" o perchè la nostra sopportazione del dolore era troppo bassa.
Emerge,come detto spesso che quando una donna giunge alla tanto ricercata diagnosi prova quasi una sensazione di sollievo.
Nonostante oggi sia chiaro che l'endometriosi E' UNA CONDIZIONE FISICA,alcune donne provano ancora il timore di essere colpevoli per i loro dolori, a volte in silenzio altre inconsciamente.
L'endometriosi si evince oggi essere una patologia che mina le donne sia fisicamente che psicologicamente; tra gli effetti psicologici più frequenti: depressione,ansia,tensione nelle relazioni sociali,problemi con la propria immagine e con la propria femminilità.
Numerosi studi hanno infatti rivelato che le donne con endometriosi sono spesso depresse in quanto si sentono incomprese,isolate ed impotenti.
Una delle conseguenze più difficili da accettare è la possibile sterilità che la malattia può comportare la quale induce a sentimenti di inadeguatezza, incompletezza per la perdita del proprio ruolo biologico, a sentimenti di angoscia,rabbia,incertezza,al crollo dell'autostima.
La depressione e la fatica possono essere aggravati dagli altri sintomi della malattia,spesso la stessa consapevolezza di dover affrontare la patologia porta la donna a sentirsi esausta e scoraggiata. L'infertilità ed una vita sessuale con rapporti dolorosi possono peggiorare la condizione provocando stati d'ansia.
L'orgasmo,il desiderio sessuale vengono inibiti dal dolore e la relazione di coppia ne risente significativamente, tuttavia è dimostrato che anche donne che non hanno un compagno provano angoscia e paura nell'affrontare nuove relazioni.
In questi casi può avere un ruolo fondamentale il sessuologo con il quale instaurare un rapporto di aperta comunicazione che includa sia la donna che il partner, entrambi devono acquisire coscienza dei propri sentimenti,delle paure e degli imbarazzi.
Nonostante sia estremamente difficile la donna deve sforzarsi di spiegare sia fisicamente che psicologicamente la natura del dolore sessuale che vive.
La donna dovrà analizzare il suo bisogno di amare ed essere amata anche fisicamente,la sua paura di perdere il partner e tanti altri timori.
Gli aspetti psicologici dipendono molto anche dall'età della paziente; se parliamo di adolescenti gli effetti sul piano emotivo possono essere molto forti. Le ragazze non sono pienamente coscienti di cosa sta accadendo,sono molto restie a parlare di questi argomenti sia con i genitori che con gli altri, possono sentirsi non all'altezza delle loro coetanee, diverse, meno forti, fanno fatica a seguire gli studi  e la loro vita sociale ne soffre. Molte abbandonano la scuola, altre si scontrano con l'indifferenza di presidi e professori.
Sarebbe giusto forse che le donne una volta ottenuta e compresa la diagnosi si rivolgessero ad uno psicologo/psicanalista/psicoterapeuta magari consigliato dal medico di fiducia.
La donna può trovare supporto e confronto anche nei gruppi ama (tramite le associazioni).

Attacchi di panico, ansia e depressione possono manifestarsi in ognuna di noi in modo diverso ma sono comunque patologie e come tali vanno trattate con la giusta importanza, non vanno confuse con delle scelte o degli atteggiamenti.
Si possono passare intere giornate o addirittura settimane a letto,sfinite per i sintomi dell'endometriosi,da un futuro che non si riesce più a vedere,dalla negatività,paralizzate dal senso di impotenza mostrando disinteresse verso qualsiasi persona o attività.
Altri giorni ci si può obbligare o ci obbligano ad alzarci dal letto per svolgere qualche attività, sotto antidolorifici o antidepressivi ma possiamo avere grandi difficoltà a lavorare e a svolgere una vita normale.
Possiamo sentirci apatiche ,irrequiete ed insoddisfatte, provare un senso di frustrazione e tristezza che non riusciamo a superare.

In tutti questi casi è importante non vergognarsi e non isolarsi ma accettare che si ha bisogno di un valido  aiuto, può trattarsi di periodi particolari, più stressanti, più intensi ma una psicoterapia o un consulto è sempre un buon primo passo per aiutarsi.

Valentina De Paolis