LA MIA VITA IN VIAGGIO... CON L’ENDOMETRIOSI (la storia di Erica Valentina)


LA STORIA DI ERICA VALENTINA

Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri.





É arrivato il momento di condividere una cosa che ho sempre cercato di nascondere, agli altri, ma prima di tutto a me stessa.
Non volevo riconoscere che l’Endometriosi c’era e che era un problema per me, sempre piú grande.
Soprattutto perché la mia, é una vita... In viaggio.


Fin da piccola, nutrivo questo sogno, il sogno di vedere il mondo, i diversi colori di genti e di paesi, i profumi di cibi mai assaggiati, la scoperta di realtà semplici e genuine, il contatto con una natura ancora selvaggia e spontanea.
Viaggiare é stato il mio sogno e la mia forza.
E otto anni fa, dopo una laurea in Scienze Forestali e tre anni di lavori saltuari come cameriera, mi sono giocata quei pochi risparmi che avevo in tasca e sono partita per la prima volta, da sola, verso l’Himalaya.
Quel posto da sempre mi chiamava.
Valeva ogni centesimo sudato… Quel Sogno.
Perché giá non stavo bene, e nessuno, nemmeno io, capiva il perché.


Tutto é successo in uno di quei momenti in cui ti rendi conto che non hai davvero piú niente da perdere.
E nonostante tutto, decidi di rischiare…i soldi che ti restano…e la salute, che ti resta! :P
Perché la vita é Adesso, ed era inutile in quel momento farsi ulteriori domande, cercare altre strade, per stare bene.


Sono Partita, e quel viaggio mi ha cambiato la Vita.
In quei percorsi, ho capito e deciso cosa volevo, chi volevo essere, quali persone volessi attorno a me.
É stato come riprendersi tutte le tessere mancanti per completare quel puzzle dell’eterno quesito “Chi Sono Io?”.


Non avevo più dubbi, finalmente.
Ero un lupo che aveva perso il branco, e lo ritrovava molto, molto lontano dal posto in cui era nato e cresciuto.


Certo, tra il dire e il fare, c’é di mezzo il mare.
E non sapevo che, prima di realizzare il mio sogno di riunirmi al mio branco, sarebbero passati Anni.


Dopo l’Himalaya, infatti, ecco i miei viaggi attraverso l’Irlanda, lavorando come giardiniera e nelle fattorie, poi l’Australia, per due anni, in assoluto, uno dei miei piu’ grandi Amori, e la Thailandia, la Nuova Zelanda, il Myanmar, l’India.


La mia vita può’ sembrare il paese dei balocchi …E perché no? Avrebbe potuto e dovuto esserlo.
Perché a 20–25 anni sarebbe bello che tutti possano godere di certe esperienze e aprirsi a queste opportunità’, se lo desiderano.
Ma no, per me non era affatto facile.


E per viaggiare cosí, occorre tanto adattamento.


Quando finalmente mi diagnosticarono l’Endometriosi, ero andata ad un semplice controllo ginecologico, di rientro per qualche settimana in Italia, dopo il primo anno australiano.
E non me l’aspettavo affatto… che il “problema” fosse proprio quello.
Una condizione di cui, ero assolutamente ignara e ignorante.


Ed ecco che tutti si chiedevano come potessi fare quello che facevo, nelle condizioni in cui ero…Viste oltretutto le mie terribili analisi del sangue.
La presenza di 4 polipi uterini mi provocava queste mestruazioni emorragiche…che io sottovalutavo perché : “le avevo sempre avute cosi’, e non sapevo cosa voleva dire avere delle mestruazioni ‘normali’”.


Di certo, i segnali che c’era qualcosa di strano sotto, erano lampanti: c’erano sempre state quelle due settimane al mese (dal premestruo all’inizio del ciclo) molto difficili e il primo giorno di mestruazione era sempre così orribile che mi era valso due licenziamenti (solo in Australia)… Per non parlare della necessitá costante di ritirarsi in solitudine, spiegando ad amici e colleghi che…. “Ho il ciclo doloroso”.

Cerco di riassumervi qui ANNI di avventure e disavventure e arrivare al punto, perché anche dopo aver scoperto di avere l’endometriosi e fatto i primi interventi, non mi sono arresa.
Al cuore non si comanda e io ho continuato a seguirlo.
Non volevo stare in Italia.
Ero fiduciosa che tutto sarebbe migliorato SE realizzavo i miei sogni, SE avessi trovato il mio nuovo posto nel mondo.


E in uno dei miei ultimi viaggi, un po’ di Buonsenso, inaspettatamente arrivò, come una folata di vento, alle mie orecchie.
“Non puoi piú continuare cosí” mi disse. E io lo sentiii forte, quel giorno.
La convinzione di poter farcela sempre da sola e di essere indistruttibile, mi stava portando lontano dal mio corpo, dal mio benessere, dalla mia salute.
Non ce la facevo più. E l’ennesimo cambio di lavoro non avrebbe aiutato.
Dovevo cambiare il mio modo di ESSERE IN VIAGGIO.


Cosí, quel giorno, davanti ad un piccolo lago poco fuori la cittadina australiana di Young, dopo l’ennesima faticosa giornata di lavoro, offrivo al cielo la mia resa.
E mi mettevo nelle sue mani.
In quel momento, distesa su quel prato, ad occhi chiusi, delle immagini nuove si muovevano nella mia testa, come per magia.
- Mi vidi in India. Raggiante. Stavo bene -
Fu un’attimo, una minuscola realizzazione di “gioia colorata”… che riportai immediatamente nel mio diario di viaggio, incuriosita da questa immagine di fantasia, che sentivo provenire da un mondo non mio.
Quella pagina di diario fu ben presto dimenticata...


….Fino al giorno in cui ricevetti un messaggio da una delle mie più care amiche.
Mi diceva, “Vale, ho trovato un posto…che devi vedere. Raggiungimi in India”.


E fu cosí che la visione si avverò per davvero.
Mi ritrovai, nell’arco di pochi mesi (dopo un affannoso passaggio attraverso il Myanmar nel mese di picco di calore estivo) in un piccolo paesino Indiano tra le montagne: il suo nome e’ Dharmsala,
Che in tibetano significa (guarda un po’  il destino): ”Casa di cura”.
Il ciclo si chiudeva e mi riportava in Himalaya, ancora una volta..


E quella fu per me come la fine di una lunga, stremante lotta.
All’India mi ci sono abbandonata completamente come ci si abbandona all’abbraccio più caro.
Con la fiducia piú piena.
Le ho affidato la mia salute, il mio riposo, la mia sete di relazioni autentiche, di introspezione, di sorrisi sinceri.


Sono rinata in India.
Sono stata amata e curata in India.
Ho ritrovato la mia strada e la mia serenità in India.


Per la prima volta nella mia vita, mi sono dedicata a Me e alla mia guarigione, incontrando medici ayurvedici e yogi, facendo purificazioni e riallineamenti posturali.
Ho sperimentato, vissuto, quel mondo cosí antico e a me nuovo.
Ho studiato Ayurveda e conosciuto il mio dosha, seguendo scrupolosamente i consigli per riequilibrarlo.
Ho ricevuto massaggi di olio caldo e mangiato ketchari con gusto per 21 giorni.
Ho bevuto mezzo litro di Ghee al giorno.
Ho fatto i rituali yogici più incredibili, che preferisco non raccontare in questa sede.
Ho ricevuto addestramenti quotidiani base di karate.
Ho passato i piú bei momenti di solitudine della mia vita, leggendo libri esoterici in quella casetta tra le montagne.
Ho bevuto ogni giorno l’acqua della Sorgente sotto la mia finestra.
Ho dipinto e guardato la luna ogni notte.
Mi sono, infine,… pure innamorata. Forse per davvero, stavolta.


Questa Magia dell’India.


Le sono rimasta attaccata fino al punto di …. Scordarmi della scadenza del Visto… (Probabilmente, non me ne volevo accorgere).


In men che non si dica ero nell’ufficio dell’ispettore indiano a pagare una penale e a supplicare in lacrime, che mi lasciassero la possibilità’ di rientrare…
In quell’evento, il mio tatuaggio sulla spalla destra (fatto durante il mio primo viaggio in Himalaya) mi salvò.
É una frase in nepalese che dice: “Dio protegga l’Himalaya e le sue genti”.


Mi sorridono e non mi bannano a vita.
Salpo sul primo volo di rientro per l’Italia…ma almeno so, che l’India mi aspetta ancora.
Ma questa é un’altra storia.

Mi sono potuta sfogare e raccontare a cuore aperto, in queste righe. E di questo vi ringrazio.
Perché é giá tanto poter parlare di qualcosa che poche, davvero poche persone sanno di me e che ancor meno persone capiscono: qual’é stata la mia battaglia con l’Endometriosi.
La gente vede le foto sul tuo profilo in giro per il mondo, ti giudica pazza o irresponsabile, o semplicemente ti ammira, ma non sa davvero niente di quel che c’é sotto, di quel che vivi ogni giorno per realizzare quel sogno di libertá.
Quindi, viva la condivisione, a cuore aperto, con le anime dello stesso destino che sanno capire e ascoltare.


Ma quello che ci tengo a dirvi, alla fine di questo lungo racconto, é che al mio rientro in Italia, l’esito degli esami é stato incredibile agli occhi del mio medico.
La mia ciste endometrica era in remissione…e si era ridotta di ben 5 cm!! e le analisi del sangue mostravano segni indelebili di miglioramento.
I dolori durante il ciclo erano completamente cessati, con conseguente possibilitá di gioire finalmente anche nella mia vita privata!
La mia ginecologa non capirá mai come sia potuto succedere un cosí rapido miglioramento.
E alla parola “Ayurveda” non ci ha creduto.
Ma che importa.


A distanza di 8 anni di ricerche, studi ed esperimenti su me stessa, sono arrivata alla conclusione che c’é molto da risolvere sotto la superficie del semplice sintomo.
Le cure mediche e gli interventi hanno tamponato il problema relativamente, nel mio caso.
In particolare, la cura su base ormonale per me é stata.. deleteria.


Parlo ovviamente della mia esperienza, perché credo fermamente che ognuna di noi sia diversa.
Ognuna ha la sua storia.
E so per esperienza personale che molte volte l’intervento chirurgico é inevitabile.
Non credo alla genericità del sintomo.
Credo alla singolarità dell’esperienza.


In ogni caso, io mi sento una “sopravvissuta” e sentivo il bisogno di condividere la mia storia.
Spero che la mia esperienza possa aiutare e ispirare altre persone....a trovare la propria personale strada verso la guarigione.


Grazie della lettura, vi abbraccio :)