#zeropain: il mondo dice no al dolore







I cittadini hanno il diritto di non soffrire di dolore cronico: lo dice anche una legge italiana

Il dolore può essere un compagno silenzioso che si affaccia nelle nostre giornate e, se prolungato e costante per oltre sei mesi, viene definito cronico, trasformandosi esso stesso in una vera  e propria malattia. Solitamente questo tipo di dolore – escluso il dolore oncologico – può essere causato da patologie ed essere di tipo muscolo scheletrico, dolore alla testa, ecc.

Il dolore è un campanello importante del nostro organismo, e soprattutto non è corretto sottostimarlo, abituandosi lentamente a conviverci. Il dolore cronico, infatti, può e deve essere curato, facendo valere il diritto di tutti i cittadini di accedere alla terapia del dolore. Esiste infatti la Legge 38 del 2010,  "Disposizione per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore" che interviene su questo argomento. Purtroppo però, quello che manca in Italia è ancora una piena cultura della “terapia del dolore”: l’approccio spesso è ancora quello del “posso sopportare”, o dello scarso riconoscimento del fenomeno anche da parte del medico. In realtà è importante sapere che esistono sia medici specialisti (reumatologo, fisiatra, neurologo ecc) che centri  per curare il dolore cronico, ai quali è utile rivolgersi per innanzitutto capirne la causa e di conseguenza intervenire.

Si tratta di un problema da non sottovalutare, se consideriamo che in Italia il 20% della popolazione (12milioni di persone) ne è colpita. Le conseguenze si riverberano sulla qualità della vita del soggetto interessato, con anche costi sanitari (quelli per prestazioni e farmaci si aggirano sui due miliardi di euro), da aggiungere a quelli e sociali (vedi ore lavorative perse).

Per rafforzare quindi la conoscenza del diritto a non soffrire e della possibilità di rivolgersi a centri in grado di guarire il dolore cronico, è stata istituita quattro anni fa l’iniziativa “Cento città contro il dolore” che nel 2014 diventa mondiale e si celebra sabato 27 settembre. In 100 comuni della Penisola e in 12 Paesi di cinque continenti la quarta edizione della manifestazione, che è organizzata dalla Fondazione ISAL, punta a  informare su terapie e centri specialistici e raccogliere fondi per la ricerca scientifica sul dolore cronico.

Nelle piazze delle principali città italiane, sabato 27 settembre volontari e medici in camice bianco spiegheranno come e dove sia possibile curare il dolore cronico e daranno copie della guida “La cassetta del pronto soccorso del dolore” elaborata dal gruppo di esperti di Change Pain. Inoltre, a fronte di un contributo verranno distribuite confezioni di prodotti alimentari abruzzesi, l’olio extra vergine d’oliva (con metodo di spremitura a freddo) Fontedoro e la pasta dell’antico pastificio Masciarelli, recentemente premiato dal Gambero rosso: il ricavato sarà utilizzato per finanziare la ricerca scientifica.

Oltre all’Italia saranno coinvolte associazioni di persone con dolore cronico in Australia, Belgio, Canada, Colombia, Germania, Giordania, Gran Bretagna, Irlanda, Malta, Olanda, Portogallo e Spagna. Dall’Europa all’Oceania, cinque continenti uniti dal grido “Io sono contro il dolore”.

In Italia e all’estero la Giornata “Cento città contro il dolore” sarà affiancata dalla campagna online #Zeropain: per partecipare basta fotografarsi tenendo in mano un foglio con la frase “Io sono contro il dolore” scritta nella propria lingua e pubblicare il selfie su Facebook (taggando la pagina della Fondazione ISAL)  oppure su Twitter e Instagram, mettendo sempre l’hashtag #zeropain.

Così il professor professor William Raffaeli, presidente della Fondazione ISAL: “Con ‘Cento città contro il dolore’ ribadiamo che il dolore non va sopportato inutilmente, ma che è possibile curarlo e che in Italia c’è pure una legge, la 38/2010, che garantisce l’accesso alle cure”. Continua Raffaeli: “Chiediamo anche alle istituzioni di finanziare la ricerca scientifica per trovare una terapia a quei dolori più difficilmente trattabili, come il dolore idiopatico, cioè senza causa apparente, quello da lesioni del sistema nervoso, di cui soffre l’11% delle persone che hanno avuto un ictus e circa il 35% di chi ha avuto un trauma midollare per un incidente stradale o sul lavoro, e quello oncologico grave”.


Per info:

Fondazione ISAL
 tel. 0541 725165
 e-mail info@fondazioneisal.it
 sito www.fondazioneisal.it

http://www.disabili.com/medicina/articoli-qmedicinaq/zeropain-il-mondo-dice-no-al-dolore