Tumori: per 80% oncologi troppa burocrazia ruba tempo a cure


AGI) - Roma, 7 ott. - L'80% degli oncologi e farmacisti ospedalieri denuncia l'eccesso di burocrazia, causato spesso da sistemi informatici che non si parlano tra loro, che impedisce al medico di rispondere a tutte le domande e compromette la relazione con il paziente. Il 50% dei malati integra l'assistenza pubblica con l'aiuto della famiglia o delle associazioni di volontariato e il 64% ritiene che possano essere messe a rischio le cure con i tagli alla spesa sanitaria. E' quanto emerge da un'indagine Datanalysis condotta su 1200 oncologi e farmacisti ospedalieri e pazienti, illustrata questa mattina in occasione della presentazione del progetto Syn.Thesis, promosso dagli oncologi di Aiom e Cipomo e dai farmacisti ospedalieri Sifo. Dallo studio emerge anche che per il 75% dei malati la razionalizzazione dei costi in oncologia ha avuto un impatto pesante sulla qualita' delle cure. L'obiettivo del progetto Syn.Thesis e' quello di confrontarsi sulle esigenze di oncologi e farmacisti, omogeneizzare le procedure semplificando cosi' il lavoro di entrambi e mantenere la centralita' del paziente, risparmiando e recuperando cosi' risorse. Ad esempio, ha spiegato Sandro Barni, direttore del dipartimento di Oncologia dell'Ao di Treviglio (Bg) e coordinatore del progetto per Cipomo, l'ottimizzazione del dialogo tra oncologo e farmacista potrebbe passare attraverso l'accorpamento di pazienti che necessitano dello stesso farmaco, a volte molto costoso, cosi' da evitare sprechi. "La gestione della burocrazia richiede tempo, e' innegabile - ha osservato Giancarlo Fasola, presidente di Cipomo - Dobbiamo quindi chiederci se non sia opportuno rivedere il sistema. Alcuni strumenti che utilizziamo nelle prescrizioni possono essere forse superati e pare arrivato il momento di un serio ripensamento della gestione generale dell'assistenza". "Ripensare la gestione generale dell'assistenza - ha sottolineato Giuseppe Altavilla, direttore dell'Uoc di Oncologia medica del Policlinico di Messina e coordinatore del progetto per Aiom - non solo ci libererebbe da molti dei legacci amministrativi, ma ci consentirebbe di dedicare piu' tempo alla nostra attivita' di medici oncologi e farmacisti e soprattutto di metterci maggiormente al servizio dei pazienti". Per Maria Grazia Cattaneo, vicepresidente Sifo e coordinatrice del progetto, per i farmacisti e' importante essere messi "nelle condizioni di poter allestire in qualita' e in sicurezza le preparazione farmaceutiche e per questo motivo la pianificazione delle terapie e' assolutamente prioritaria per il soddisfacimento di tutte le parti operanti e coinvolte"

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