Lettera aperta!

Alle soglie del 2015, mi ritrovo per l'ennesima volta indignata a causa  della superficialità dei medici e della società nei confronti della nostra patologia.
Notizie come le due di oggi, l'una peggiore dell'altra, non sono più accetabili.
Una ragazza, operata recentemente da un "luminare", continua ad avere sintomi sospetti: endometrio ispessito, sanguinamenti, problemi con le terapie ormonali prescritte, ma non può parlarne con il luminare che l'ha operata, (a pagamento, aggiungerei). 

Così si reca a fare una visita da un altro famoso medico; vi si reca esclusivamente per l' Endometriosi ai nervi sulla quale  il precedente professore, come pattuito, non aveva messo mano, e cosa scopre?

 Che L'ENDOMETRIOSI le è stata ben lasciata anche in altre sedi, dichiarate "pulite" dal chirurgo che ha effettuato l'intervento.


Mi fermo qui e mi interrogo: cosa ha provato, secondo voi, questa ragazza davanti a questa nuova diagnosi? Parliamo di una persona che, cosa che spesso i medici dimenticano, combatte con L'ENDOMETRIOSI da anni, che era in lista d'attesa per l'intervento in SSN da più di un anno, alla quale alla fine, con enormi sacrifici, è andata a pagamento. Ha attraversato mezza Italia, ha subito un intervento più complesso del previsto, lo stesso medico a fine intervento asserì :" non mi aspettavo una situazione così complessa, erano anni che non vedevo un'Endometriosi così ".
 Su questa frase mi soffermo. "NON MI ASPETTAVO UNA SITUAZIONE COSÌ COMPLESSA..." Mi fa riflettere, significa forse che si è recato in sala operatoria non pienamente consapevole di quanto severa potesse essere L'Endometriosi della ragazza? Se così fosse, lo riterrei inaccettabile. Non siamo numeri, siamo persone, che per lo più soffrono, e non possono essere mandate a casa con la convinzione che L'Endometriosi è stata eradicata,che almeno per qualche anno siamo "a posto", per poi scoprire non da te, ma da un altro medico che non è affatto così. 
Non entro neanche in merito al fatto che L'ENDOMETRIOSI sia stata lasciata; posso anche accettare l'errore medico, ciò che non accetto è la successiva omertà, ed il fatto che non eri preparato a ciò che ESATTAMENTE avresti trovato. 
Avanzo delle ipotesi personali e non mediche, in quanto sono una paziente e non un dottore: non è che forse questo medico avrebbe dovuto ripetere tutti gli esami necessari prima di portare questa ragazza in sala operatoria? Non sarebbe stato meglio che tutta l'equipe fosse preparata ad il tipo di intervento al quale si andava incontro? Non sarà che l'intervento di questa ragazza richiedeva di essere l'unico di quella giornata e non di essere compiuto nel pomeriggio, per poi lasciarlo (azzardo il termine) incompleto?
"Ai posteri l'ardua sentenza". 
Non è un messaggio per spaventare, per creare allarmismi, è semplicemente attenersi a riportare fatti, purtroppo accaduti. ANCHE PERCHÉ NÉ LA RAGAZZA, NÉ IL MEDICO IN QUESTIONE sono gli unici protagonisti di questi episodi; purtroppo questo blog è colmo di storie simili. 

Seconda notizia: una bellissima donna, che conosco, un'anima fragile e dolcissima, decide dopo anni di calvario di sottoporsi ad un intervento di isterectomia totale; non perché le sia stata data come unica opzione, semplicemente perché in 5 anni non ha trovato risposte, se non che fosse troppo stressata o peggio ancora che inventava i suoi dolori. Suppongo che questa donna deve essersi sentita davvero confusa e straziata in questi anni... I suoi dolori non erano immaginari, il suo utero era tumefatto da Endometriosi ed Adenomiosi, aveva un nodulo di 4 cm al setto retto-vaginale che infiltrava l'ipogastro. E NESSUNO SE NE ERA MAI ACCORTO. Ennesimo caso di negligenza, di insensibilità. Questi medici dovrebbero portarsi sulla coscienza queste donne. Se fossero stati onesti, se avessero ammesso di non essere all'altezza e avessero indirizzato questa donna da degli specialisti o altrove forse l' avrebbero salvata, da se stessa, dalle sue emozioni, dai suoi tormenti e senza dubbio avrebbero tutelato la sua salute. 

Se il mio racconto risultasse impreciso o fastidioso per le " protagoniste", si sentano libere di comunicarlo. Mi sono limitata ad esprimere la mia personale indignazione per questi episodi.


Valentina De Paolis

A cura del "comitato io ho L'Endometriosi"


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