Vestibolodinia provocata: una nuova terapia cognitivo-comportamentale

Verificare la fattibilità e l’efficacia potenziale di una nuova terapia cognitivo-comportamentale per le coppie in cui la donna soffra di vestibolodinia provocata: è l’obiettivo dello studio condotto da S. Corsini-Munt e collaboratori, del dipartimento di Psicologia dell’Università di Montreal, Canada.
La vestibolodinia provocata – termine con cui oggi si definisce la patologia un tempo nota come vestibolite vulvare – determina per la donna pesanti conseguenze sul piano psicosessuale: provoca infatti una netta riduzione dei rapporti, con un impoverimento del piacere e di tutte le altre dimensioni della funzione sessuale. Questo quadro clinico si riflette inevitabilmente anche sulla relazione di coppia e sulla sessualità del partner. Nonostante ciò, nessuna terapia della vestibolodinia provocata coinvolge sistematicamente anche l’uomo.
Il test ha coinvolto 9 coppie per un totale di 12 sessioni di terapia. I parametri clinici valutati prima e dopo il trattamento sono:



  • - la fattibilità e l’affidabilità della terapia, dal punto di vista d
  • - l’intens
  • - il vissuto del dolore, gli esiti psicologici complessivi e la soddisfazione per il trattamento;
  • ità del dolore provato dalla donna durante il rapporto, misurato su una scala numerica;
  • - la risposta sessuale e la soddisfazione di entrambi i partner;
  • ei terapeuti.
  • Questi, in sintesi, i risultati:
  • - una coppia si è separata prima della fine della terapia;
  • - le restanti otto coppie manifestano un significativo miglioramento del dolore nella donna, e della funzione sessuale di entrambi;
  • - emerge un miglioramento anche del vissuto del dolore, della depressione e dell’ansia di entrambi;
  • - i terapeuti considerano il trattamento altamente affidabile;
  • - il tasso di partecipazione e il livello di soddisfazione confermano la validità e la fattibilità del metodo.

Questa fase preliminare dovrà ora essere seguita da trial controllati randomizzati su larga scala, per verificare il contributo che il metodo può realisticamente offrire non tanto in alternativa, quanto piuttosto in aggiunta alle terapie medico-farmacologiche. E’ infatti indispensabile ricordare che la vestibolodinia provocata è una patologia su base infiammatoria, che il dolore che la donna prova ha una solida base biologica e che ogni terapia di natura psicorelazionale, per poter dare buoni risultati, deve essere preceduta da un approccio medico al dolore stesso.



http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25059263