Lorefice: «Non lasciamo sole le donne malate di endometriosi»


ROMA -Sono 3 milioni le donne affette da endometriosi, disturbo cronico e invalidante, difficile da diagnosticare, che infligge alle donne dolori a volte difficilmente sopportabili e le costringe a sottoporsi a esami e cure molto costose. Alle istituzioni, Marilucia Lorefice (M5S) chiede campagne di informazione sensibilizzazione e leggi serie che tutelino le malate

(Roma) Una malattia al femminile di cui si parla poco e si sa ancora meno. L'endometriosi è un disturbo cronico e invalidante, di difficile diagnosi e che costringe le donne che ne sono affette, a causa dei forti dolori che provano specialmente nel periodo pre-mestruale, a cambiare radicalmente il proprio stile di vita, talvolta anche con conseguenze a livello lavorativo e sociale. Tale disturbo «consiste nella presenza di tessuto endometriale, che normalmente riveste la cavità uterina, in siti ectopici, cioè al di fuori dell'utero dove forma noduli, lesioni, impianti o escrescenze». La questione dell'endometriosi è stata sottoposta all'attenzione della Camera grazie alla mozione presentata dalla deputata cinque stelle Marialucia Lorefice, che si è fatta portavoce di quei 3 milioni di donne che, in Italia, sono affette da questa patologia.

SENSIBILIZZARE E' FONDAMENTALE - Patologia di cui, in Italia, si parla pochissimo, e sulla quale, invece, occorrerebbe un'opera di intensa informazione e sensibilizzazione. In effetti, l'interrogante riporta che «il 22 luglio 2009 il Ministro per le pari opportunità, il presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale, il presidente dell'Istituto nazionale per l'assicurazione infortuni sul lavoro, il presidente dell'Istituto affari sociali e il presidente della Fondazione italiana endometriosi hanno stipulato un protocollo d'intesa sul tema dell'endometriosi»; l'obiettivo del tavolo, era proprio la «promozione di campagne di sensibilizzazione, informazione e comunicazione pubblica sulla tematica dell'endometriosi», oltre alla «valutazione di strumenti normativo-istituzionali tesi a promuovere pratiche di sostegno alle donne affette da endometriosi o esposte a rischio di malattia». Le principali azioni di intervento concordate erano dunque «aumentare la consapevolezza che la corretta informazione e la prevenzione sull'endometriosi rappresentano lo strumento per combattere la patologia; favorire una sinergia con tutte le realtà locali interessate al fine di diffondere una presa di coscienza dei problemi che la patologia può avere nella vita delle donne; porre particolare attenzione ai luoghi di lavoro e ai fattori che possono avere un ruolo nella progressione della malattia; stimolare un maggiore interesse per la ricerca scientifica al fine di stimare il reale impatto della malattia sulla vita delle donne».

PROTOCOLLO SCADUTO - Peccato che quel protocollo d'intesa, iniziativa da considerarsi virtuosa, avesse «validità 5 anni a decorrere dalla data di stipula, termine scaduto il 22 luglio 2014". Nel frattempo, sono molte le regioni che hanno avanzato proposte di legge sul tema, mentre in Friuli Venezia Giulia e in Puglia sono state già approvate due leggi regionali. Eppure, «da diversi ambiti della società si sente da tempo l'esigenza di dare una spinta alle istituzioni, a tutti i livelli, per ottenere il riconoscimento della patologia ai fini dell'invalidità civile». Le donne affette da endometriosi, infatti, oltre a correre il rischio di marginalizzazione sociale e lavorativa, sono spesso costrette a sottoporsi ad esami e cure molto costose, che, soprattutto di questi tempi, non tutte possono permettersi.

PIÙ INFORMAZIONE E MAGGIOR TUTELA - Per questo, la mozione presentata dalla parlamentare cinque stelle impegna il Governo «ad adottare iniziative, anche normative [...] ai fini dell'inserimento dell'endometriosi tra le malattie invalidanti, riconoscendo alle donne affette dalla patologia il diritto all'esenzione dalla partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza sanitaria correlate;  ad avviare iniziative di sostegno sociale ed economico per le donne affette da endometriosi, finalizzate alla riduzione, degli enormi costi che le pazienti si trovano ad affrontare prima e dopo la diagnosi certa della malattia, prevedendo l'esenzione dal ticket sanitario per esami specialistici [...], intervenendo anche con azioni volte alla riduzione dei tempi d'attesa per le prestazioni offerte dal servizio sanitario nazionale; ad adottare iniziative a tutela delle donne affette da endometriosi, a partire dalla promozione della conoscenza della malattia per arrivare al sostegno della ricerca scientifica affinché si arrivi, per la maggior parte dei casi, ad una diagnosi precoce certa; ad assumersi iniziative per istituire il fondo nazionale per l'endometriosi e un registro nazionale dell'endometriosi per la raccolta e l'analisi dei dati clinici e sociali della malattia, ponendo l'onere a carico delle regioni di trasmettere al registro nazionale periodicamente i dati relativi alla diffusione della malattia nel rispettivo territorio, ad attuare campagne di sensibilizzazione e di informazione sulla malattia, e infine a sostenere iniziative di formazione e aggiornamento del personale medico, di assistenza e dei consultori familiari; ad attuare una politica di tutela della lavoratrice affetta da endometriosi, al fine della salvaguardia del posto di lavoro; ad istituire presso il Ministero della salute una commissione nazionale per l'endometriosi [...]». Il Governo dovrà affrettarsi: 3 milioni di cittadine attendono con ansia un'adeguata risposta dalle istituzioni

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